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Zodiac chi era realmente?

News Blog – Annunci Gratuiti 22 Settembre 2018

Il caso di Zodiac, il serial killer americano, ha impegnato la Polizia per i suoi delitti cruenti per oltre un decennio, ha sfidato e tenuto con il fiato sospeso intere città seminando il terrore.

Ma chi era realmente Zodiac? Rileggendo ed analizzando le lettere ed i crittogrammi che questo serial killer inviava alla Polizia, più per prenderli in giro che per sfidarli è facile delineare la sua personalità, dal punto di vista psicologico, ma questo argomento poco ci interessa.

In realtà vogliamo cercare di capire chi era realmente Zodiac, per farlo basta semplicemente analizzare le vicende e gli atti criminali del killer.

Facciamolo in un modo diverso, invece di scovarlo ed accusarlo dei crimini come se fossimo poliziotti, ragioniamo al contrario, da avvocato difensore, quante prova abbiamo che Zodiac abbia realmente commesso gli omicidi di cui egli stesso poi in realtà si accusa?

Dalle lettere che ha inviato ai giornali ed alla Polizia non è emerso nulla, se non delle sfide e delle minacce che non ha mai neppure messo in atto.

Le prime lettere di Zodiac furono inviate ad agosto del 1969, per l’esattezza il 1 agosto, fanno riferimento agli omicidi che lui stesso si attribuisce e risalenti tra il 1968 e giugno del 1969, non vi sembra strano?

Ben tre duplici omicidi e gli viene in mente di scrivere alla Polizia a distanza di un anno dal primo? A dirla tutta neppure la Polizia crede a queste lettere e infatti tramite i giornali gli chiedono di dimostrare che abbia compiuto quei delitti e per tutta risposta Zodiac l’8 agosto del 1969 risponde con un crittogramma, un indovinello.

Dopo queste prime battute Zodiac ha probabilmente capito che il gioco funziona ma non bene come vorrebbe, ma ha anche capito che può ottenere in questo modo il clamore che si aspetta, quindi cosa fare per cementare questa strategia?

Semplice, dare alla Polizia la certezza che chi scrive sia realmente il serial killer che cercano, il modo migliore di farlo? Commettere un omicidio o qualcosa che porti la sua firma indelebile.

Ed ecco cge 27 settembre 1969 Bryan Hartnell e Cecelia Shepard vengono aggrediti da un criminale, in realtà all’inizio sembra una rapina strampalata ai loro occhi.

I due stavano facendo un pic-nic sulle rive del Lago Berryessa. Quando si avvicinò a loro un uomo che vestiva con un costume da boia, con occhiali scuri a coprire i buchi per gli occhi e sul petto un simbolo bianco, lo stesso usato per firmare le lettere di Zodiac, con una pistola Hartnell .45 ACP.

L’uomo mascherato dichiarò di essere evaso dal carcere di Deer Lodge, in Montana, dopo aver ucciso una guardia e rubato un’auto, e spiegò che aveva bisogno della loro auto e dei loro soldi per fuggire in Messico.

Aveva portato delle corde con cui ordinò alla Shepard di legare Hartnell, prima di legarla a sua volta di persona. Zodiac controllò anche i nodi fatti a Hartnell e li strinse avendo visto che la ragazza li aveva lasciati allentati. Hartnell credeva a quel punto che si trattasse solo di una rapina alquanto bizzarra, quando Zodiac estrasse un coltello e pugnalò entrambi, quindi tornò su Knoxville Road, tracciò sullo sportello dell’auto di Hartnell il simbolo del cerchio attraversato dalla croce e vi scrisse sotto: Vallejo 12-20-68, 7-4-69, Sept 27-69-6:30 by knife (le date degli omicidi e l’indicazione relativa all’ultimo “con coltello” alla fine).

Alle 19:40 l’uomo telefonò all’ufficio dello sceriffo della Contea di Napa da una cabina per riferire l’accaduto: la chiamata fu rintracciata dalla Napa Car Wash sulla Main Street di Napa, la cornetta ancora sollevata, dal reporter Pat Stanley, della stazione radio KVON, a pochi isolati di distanza dall’ufficio dello sceriffo e a 43 km dalla scena del crimine. Gli investigatori poterono rilevare delle impronte digitali recenti dall’apparecchio, ma non riuscirono a farle corrispondere a quelle di alcun sospetto.

Un uomo e suo figlio, che erano andati a pesca sul lago lì vicino, trovarono le vittime attirati dalle loro grida di aiuto e chiamarono i ranger del parco. Dave Collins e Ray Land, del Dipartimento dello Sceriffo della Contea di Napa, furono i primi ufficiali delle forze dell’ordine ad arrivare sul luogo dell’aggressione. Cecelia Shepard era ancora cosciente quando Collins arrivò e poté fornigli una descrizione dettagliata dell’aggressore. Hartnell e Shepard furono portati al Queen of the Valley Hospital di Napa in ambulanza. La Shepard cadde in stato di coma durante il trasporto in ospedale e non riprese più coscienza: morì due giorni dopo, mentre Hartnell sopravvisse e poté riferire la sua testimonianza alla stampa. Il detective Ken Narlow, assegnato al caso, lavorò per risolvere il mistero fino al suo ritiro nel 1987.

Zodiac aveva ucciso davvero questa volta, sembrerebbe di si. In realtà di tutti i delitti di Zodiac questo è l’unico del quale si può parlare di una sua presenza, probabilmente l’intento non era neanche uccidere.

Analizzandolo bene è un crimine sconclusionato per un serial killer! Vestito praticamente da carnevale aggredisce e neppure riesce ad uccidere le sue vittime nel momento dell’aggressione. La sua attenzione più che alle vittime è rivolta a lasciare delle tracce indelebili, come il simbolo che portava addosso, che attribuiscano senza ombra di dubbio la paternità del crimine a Zodiac per attrarre ulteriormente l’attenzione su di se e sopratutto per essere definitivamente creduto.

Lo fa in un modo sconclusionato, scrivendo le date di presunti omicidi e mascherandosi da boia con tanto di simbolo.

E’ ovvio che in una azione del genere risulterebbe poco intelligente finire le sue vittime, che avrebbero avuto il compito di dover raccontare l’accaduto. Il suo scopo probabilmente era solo intimorire, per questo le corde per legare le vittime, poi qualcosa è andato storto o semplicemente avrà pensato che un serial killer non lascia sopravvissuti e ha “ben pensato” di dover per forza di cosa aggredire i due poveri malcapitati, ma non essendo un killer non è riuscito a finire le vittime, la donna è morta dopo 2 giorni, l’uomo si è salvato.

Tutti i crimini successivi analizzati attentamente non riescono mai a collocare Zodiac sulla scena del crimine, vi sono solo delle forzature, ed il solito andirivieni: assassinio o serial killer che scrive alla Polizia auto attribuendosi il delitto.

Continuiamo però ad analizzare le lettere o meglio le date: uccide in un giorno e dopo qualche giorno, settimana o mese scrive, quasi sempre scrive al San Francisco Chronicle, un giornale e non a caso.

Perché scrive ad un giornale? Semplice, un mitomane cerca clamore.

Poi scompare per anni, poi ricompare e tutto un andirivieni del genere, perché?

Il perché? E’ semplice, perché Zodiac non era Zodiac! O meglio Zodiac come serial killer secondo la mia personale teoria non è mai esistito. Era solo un mitomane che amava sentirsi al centro dell’attenzione e ci è riuscito alla perfezione, sfidando la Polizia attraverso i media, lo scopo non era la sfida o uccidere, lo scopo era vedere il suo nome “d’arte” sulle prime pagine del giornale.

Aveva ben capito che la notizia si vendeva e bene, aveva ben capito che era più proficuo per il suo scopo scrivere al giornale e sfidare la Polizia per creare clamore e ci è riuscito.

Siccome però, almeno all’inizio non gli credevano, la sua “geniale” intuizione è stata quella di capire che bisognava firmare almeno un crimine, uno vero, lo ha fatto il 29 settembre del 1969 a Lago Berryessa, quando ha creato una messa in scena studiata per dare la certezza della sua reale esistenza. Sicuramente l’intento non era uccidere, del resto due morti non potrebbero raccontare con novizia di particolari di un killer vestito da boia con il simbolo di Zodiac, gli occhi coperti, i guanti e tutto il resto.

Poi cosa fare? Be lo abbiamo detto, lo scopo era restare al centro dell’attenzione, una volta firmato un delitto la strada era in discesa per lui, bastava semplicemente continuare, e lo ha fatto usando i giornali.

Il modo più semplice era quello di attribuirsi a distanza di qualche giorno, settimana o mese la paternità di delitti irrisolti, che avessero delle similitudini, delitti già citati dalla stampa attraverso cui riusciva a carpire determinati particolari e usandoli poi per descrivere la scena nelle lettere che inviava ai giornali.

Un modo che potremmo definire “geniale” se di geniale c’è qualcosa in questa vicenda, di fingersi un serial killer. In realtà nello stesso momento nel quale Zodiac giocava a fare il killer la polizia e gli investigatori brancolavano nel buio, del resto cercavano qualcuno che non esisteva invece di cercare la mano dell’assassino, con l’ovvia conseguenza di avere una lunga lista di omicidi irrisolti.

Del resto e non a caso, analizzando i DNA dei presunti Zodiac, ad oggi non si è arrivati a nulla, ed è normale! La persona più vicina ad essere Zodiac e sospettato da sempre era Artur Leight Allen, ma il suo DNA non combaciava con quello dell’assassino, la cosa è infatti normale, anzi potremmo definirla scontata.

Se Artur Leight Allen fosse stato realmente Zodiac, quest’ultimo era semplicemente colui che usava la sua mano per  scrivere alla Polizia ed ai giornali attribuendosi la responsabilità dell’omicidio pur non avendolo mai realmente commesso!

Paradossalmente in quest’ottica tutti potrebbero essere Zodiac, anche io che scrivo questo post potrei affermare di essere Zodiac, scrivere un crittogramma e inviarlo alla Polizia di Vallejo e al San Francisco Chronicle, potrebbero mai dire se sono o meno l’omicida?

Qualcuno direbbe di si, analizzando la scrittura. Anche questo è vero, ma il problema è che la calligrafia di Zodiac non è quella dell’assassino, sono due persone diverse, in questo casi hai voglia di fare analisi, porterebbero, come hanno portato, al nulla!

Ammesso che questa teoria fosse vera ci sarebbe da ridire quanto all’omicidio del tassista Paul Stine dell’11 ottobre del 1969.

Il 14 ottobre 1969 il Chronicle ricevette un’altra lettera da Zodiac, che stavolta conteneva un lembo della camicia di Paul Stine come prova che egli era effettivamente l’assassino; nella stessa lettera era contenuta la minaccia di sparare ai ragazzini che andavano a scuola.

Come spiegarlo? Sarebbe in contrasto con quanto fin ora affermato? Assolutamente no!

Potrebbe sembrare in contrasto, ma non dobbiamo dimenticarci che Zodiac è un semplice nome che una persona si è data per firmare omicidi non suoi, non è Artur Leight Allen ma un Mr. X qualunque, e il nostro Mr. X potrebbe essere anche un agente di Polizia che sin ora si è divertito o qualcuno che abbia avuto accesso a fascicoli d’indagine e prove, del resto dai dati emersi questo sembrerebbe più che chiaro.

Infatti all’epoca dei fatti non a caso si indagò Dave Toschi ispettore di Polizia che si occupava proprio del caso di Zodiac e che secondo quanto emerso avrebbe scritto di suo pugno delle lettere alla Polizia stessa per tenere alto il clamore sulla vicenda.

Quindi Zodiac sarebbe Dave Toschi? No. Neppure. Anche perché secondo questa teoria sarebbe facile verificare la presenza dell’ispettore Toschi sul lago Berryessa o in altro luogo no? Neppure Toschi è Zodiac.

E adesso? Chi era Zodiac? Ecco chi era Zodiac, era un mitomane che amava vedere il suo nome, il suo simbolo, sui giornali, nient’altro, solo un mitomane, ma non la mano della maggior parte dei delitti di cui si parla in questa vicenda.

Per gli omicidi sfruttava crimini eseguiti da altre persone, magari giocando d’anticipo, probabilmente aveva accesso a notizie riservate, ma nulla di più, gli assassini sono tutti diversi, hanno in comune la tipologia di reato, l’omicidio, forse qualche sfaccettature del modus operandi, ma il vero Zodiac non esiste.

L’unica volta che chi scrive ha usato le mani per uccidere, l’unica volta che Zodiac ha davvero operato o quanto meno ci ha provato è stato a Lago Berryessa, ma ha combinato un disastro come serial Killer e del resto come affermato prima il suo intento probabilmente non era uccidere ma attirare ulteriore clamore sulla sua figura.

Scopriremo mai chi c’era dietro al nome Zodiac? Secondo me non lo scopriremo mai! Si è stancato del gioco che non gli dava più stimoli ed ha smesso, o è morto, oppure è in carcere per altri crimini, potrebbe essere ovunque.

In realtà sono sicuro che ancora oggi, se qualcuno indagasse tutti i crimini delle zone limitrofe, anche risalenti agli ultimi mesi, si potrebbe parlare della presenza di Zodiac, potrei scommetterci, semplicemente perché Zodiac è chiunque e nessuno.

Non dimentichiamoci però una cosa, che per quanto mitomane, pazzo o qual dir si voglia, questa persona secondo la mia teoria ha comunque ucciso una persona e tentato di ucciderne una seconda. forse approfondire quell’omicidio potrebbe portare a qualcosa. Resta comunque un assassino, ma non un serial killer.

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